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Case, prezzi in picchiata in città. Fa eccezione Forcellini

Case, prezzi in picchiata in città. Fa eccezione Forcellini

Dal 2009 ad oggi il costo è sceso in media del 10,3% con punte anche del 29%. E Padova è la città dove bisogna aspettare più tempo per vendere: oltre 9 mesi

PADOVA. Il 2015, secondo gli esperti del settore, potrebbe essere l’anno della casa. Ieri il Sole 24 ore ha dedicato un approfondimento al settore immobiliare. Da cui emerge che, anche se non si è tornati ai livelli d’oro del 2006, il mercato comincia comunque a muoversi.

Padova è indicata fra le città in cui l’abbondante offerta di nuovo determina un gap rispetto ai prezzi dell’usato. Tuttavia riserva anche una sorpresa: se il prezzo medio al metro quadrato (1.750 euro) nel 2014 si è contratto (-10,3%) rispetto al 2009, è anche vero che ci sono rioni come Santa Rita e Forcellini che vantano addirittura un +14,3% sul prezzo medio (1.600 euro a mq) rispetto al 2009.

È di pochi punti percentuali, invece, la riduzione del costo medio in Largo Europa, piazza Insurrezione, Prato della Valle e Santo dove le case costano, secondo i dati del Sole, 2.600 euro a mq con una contrazione del -3,7%. Si registra invece una vera e propria caduta rispetto al 2009 per quartieri come Chiesanuova e Brusegana (-28%, oggi le case costano in media 900 euro a metro quadrato); Guizza (-28,6%, oggi le case costano 1.000 euro a mq) e Ponte di Brenta (-29%, prezzo medio 1.100 euro a mq).

C’è un generale allungamento dei tempi di vendita: i 6,9 mesi del 2009 oggi sono saliti a 9 mesi e mezzo. E Padova si qualifica come una delle città più lente d’Italia.

Dati, questi, contestati dagli immobiliaristi della Fiaip padovana: «Secondo il nostro Osservatorio le transazioni del 2014 si sono chiuse con il segno meno, -4,5%», riferisce Daniele Greggio, delegato dell’Osservatorio Fiaip, «e con al massimo qualche pareggio, Santa Rita e Forcellini compresi. Le case costano in media 2.500 euro se nuove costruzioni, 1.600 euro se vecchie di 20-30 anni ma in buono stato. La media del Sole probabilmente conta anche l’usato che necessita di massicce ristrutturazioni».

«Già dal 2014 c’è maggiore movimento, ma non ci sono quartieri che hanno goduto di una rivalutazione», sottolinea Massimiliano Zaramella, presidente Fiaip, «La strategia necessaria è proporre prezzi “giusti” rispetto al momento storico. Se il prezzo è reale la trattativa può calare del 2-3% e si chiude, massimo, in 3 mesi». Dello stesso parere Silvio Barbiero, presidente dell’Uppi (Unione piccoli proprietari italiani): «Prima il trend era solo negativo, ora qualcosa si muove. Basti pensare che i genitori non comprano più la casa ai figli con i risparmi e chi eredita non entra nel mio ufficio con il sorriso, ma preoccupato. I proprietari devono metabolizzare in fretta l’idea di abbassare i prezzi per il mercato reale sapendo che, se ieri 2 o 3 appartamenti davano una rendita, oggi, per mantenerli, pretendono uno stipendio affiancato all’affitto».

Infine Confabitare rivela un dato che fa riferimento agli anziani: «In città la percentuale degli anziani che nel 2014 ha venduto la nuda proprietà della casa è stata del 26,4%», rivela Andrea Giuliani, «c’è un aumento del 20% rispetto all’anno prima. Sono over 70 che in questo modo mantengono il loro tenore di vita. Per questo motivo abbiamo scritto al presidente del Consiglio Matteo Renzi, ai ministri Pier Carlo Padoan, Giuliano Poletti e a tutti i capigruppo di Camera e Senato».